L’organizzazione civile dell’Associazione

 

L’organizzazione della struttura

L’organizzazione della struttura. Ipotesi di organizzazione: struttura a spirale, piramidale, circolare (o sferica).
L’A.Pro.M. per sua natura deve essere una Associazione che abbia la caratteristica di essere “non contro. ma per …”. Per questo è necessario che abbia una struttura snella, flessibile, ma nello stesso tempo con un centro forte (ed un leader visibile e riconoscibile), ma che possa disporre anche di persone rappresentative e sostitutive dello stesso. In parole povere deve essere una Associazione leggera nella struttura, ma nello stesso tempo “pesante” e capace di incidere nel dibattito e nella formazione del pensiero politico, sia nazionale che locale. L’errore che occorre evitare è quello di far pensare che si tratti di qualcosa che non è altro che la ripetizione di altre iniziative del genere. L’Associazione deve essere aggressiva, ma nello stesso tempo avere una organizzazione che rappresenti realmente un novità. Deve recuperare dalle esperienze del passato alcuni fattori positivi (come la consapevolezza dell’associato di essere importante nella determinazione delle scelte che si stanno compiendo o che si faranno), deve essere ben radicata sul territorio, ben collegata ai mezzi di comunicazione, avere rappresentanti in grado di reggere il confronto, ma anche una struttura centrale in grado di essere propulsiva, proponente e di supporto al singolo associato o ad una aggregazione di essi. Nella parte in cui si esaminerà la strategia di formazione dell’ A.Pro.M. sul territorio si analizzeranno in maniera sintetica anche alcuni messaggi da imporre e la tempistica per l’attuazione del progetto e delle finalità. Di seguito si esamina la struttura ottimale per ottenere una Associazione snella e che possa rispondere alle esigenze.

Il nucleo di base dell’ A.Pro.M. deve essere ” l’antenna “, come recita lo statuto del 2009, vale a dire un gruppo piccolo, collegato ad altri gruppi in una catena che portano dalla realtà locale a quella centrale. “L’antenna di base” (occorre trovare una diversa denominazione a questa organizzazione di base) è la migliore delle organizzazioni: estremamente ridotta nei componenti (minimo cinque persone – la configurazione ideale – massimo una decina), ben localizzata sul territorio, non ha necessità di avere un punto fisso di riunione, è collegata alle altre in maniera da poter sempre costituire una massa critica, non necessita di strutture burocratiche e di rappresentanza, funzioni che sono proprie del centro dell’ Associazione. “L’antenna” è il nucleo, proprio per le sue dimensioni, nel quale poter spiegare meglio quelle che sono le finalità dell’ A.Pro.M .. Tra i vantaggi ci sono anche quelli, oltre al fatto di non avere alcuna necessità di una sede, di essere sempre legata al centro, di non aver bisogno di strutture burocratiche, di non potere, per le sue dimensioni ristrette, essere oggetto di pressione o di frazionismi. “Le antenne” o “nuclei di base” devono essere poi aggregate in una struttura che definiremo gruppo, nel quale i rappresentanti delle varie antenne possono interagire fra di loro. Proprio per sua natura l’antenna può avere un rappresentante responsabile, ma per le dimensioni ridotte della stessa qualunque membro della stessa può rappresentarli tutti e quindi si snellisce in maniera evidente qualsiasi lavoro di penetrazione, pressione ….

Le antenne possono poi essere aggregate in forme organizzative che mettono in sinergia le stesse:

A – La struttura a spirale, prevede un collegamento a catena, come in una spirale appunto, nel quale il nucleo di base è collegata ad un altro, in maniera lineare, formando una lunga catena che porta al centro dell’organizzazione dove c’è il leader e lo staff organizzativo. Questo sistema consente di avere un filtro fra la base ed il centro costituito proprio da questa catena. Il sistema ha il vantaggio di essere estremamente snello, ma ha molti limiti, che vanno dalla bassa velocità di trasmissione delle informazioni al basso impatto temporale dei messaggi e oltretutto scarica sul centro tutta una serie di compiti che invece, con altri tipi di strutture, possono essere assolti dalla periferia. La struttura a spirale fornisce il massimo dei vantaggi in presenza di un numero ridotto di “antenne” o nuclei di base, e quindi di una spirale estremamente ridotta. Quando la struttura ha un numero alto di nuclei, difficilmente si riesce a creare una catena efficiente. Nella spirale l’interdipendenza delle antenne, oltretutto, può creare dei fenomeni di “autonomismo” che potrebbero anche creare problemi nello sviluppo complessivo del centro.

B – La struttura piramidale è la struttura adottata, attualmente, da qualsiasi organizzazione presente sul territorio nazionale. Richiede una organizzazione burocratica piuttosto estesa. La piramide rende difficili i collegamenti fra la base ed il vertice. E’ una struttura caratteristica dei regimi autoritari o delle leaderismo occidentale, ma proprio questa organizzazione crea problemi in quanto spesso, sia alla base, sia nelle strutture intermedie avvengono fenomeni di autonomismo che possono mettere in discussione iniziative e programmi. Oltretutto è una struttura fragile per la sua complessità burocratica. Se esalta da un lato la figura del leader e del quadro dirigente di vertice, spesso deve sostenersi creando altre piramidi locali, fenomeno che crea problemi specie quando il quadro di insieme, i progetti ed’ i programmi devono essere adottati in sincrono. La fragilità della struttura piramidale è stata dimostrata dal crollo del muro di Berlino, oppure da “mani pulite” (per fare due esempi distanti fra loro). In entrambi i casi fattori esterni all’organizzazione hanno avuto effetti devastanti, proprio perché la struttura piramidale non è assolutamente in grado di reggere ad un crollo delle motivazioni che sono alla base della struttura. La struttura piramidale ha, però, il vantaggio di funzionare anche in assenza di qualche pezzo, può sostituire i canali di comunicazione ed è una delle migliori organizzazioni in presenza di un numero consistente di aderenti.

C – La struttura circolare (o sferica), invece, nelle organizzazioni è fortemente innovativa e presenta i vantaggi della struttura piramidale, ma ne ha anche altri in quanto questo tipo di organizzazione è costituita da cerchi concentrici, in comunicazione fra loro. Può funzionare sia con un numero ridotto di aderenti, sia in presenza di una “massa critica” notevole. Ha un centro (e quindi un vertice), ma permette una notevole velocità di comunicazione tra i vari soggetti. Può essere un aggregato di piccole strutture (le antenne), ma nello stesso tempo costituisce un gruppo omogeneo e compatto. La comunicazione tra il centro e la base è rapida perché non esistono livelli intermedi, come avviene invece nella struttura piramidale. Non necessita di una organizzazione burocratica, che è assolta dal centro, che in un certo senso resta “blindato”, anche se qualsiasi delle organizzazioni periferiche, in maniera più o meno lunga, può esserne chiamata a farne parte. Proprio per la sua struttura nessuno, a nessun livello, se non il centro, ha un posto di rilievo o una prevalenza (fattore psicologicamente estremamente importante dal punto di vista associativo che ,gli antichi romani hanno utilizzato a lungo costruendo un impero nel qualche c’era un capo ma che era “primus inter pares” ), ma ognuno ha il proprio ruolo. Il sistema sferico ha il vantaggio di poter creare delle strutture esterne (satelliti) a cui i singoli associati o gruppi di esso possono far riferimento. Strutture organizzative, di consulenza, promozione, legate al centro (e da esso dipendenti), ma al tempo stesso autonome. I satelliti possono assolvere alle funzioni caratteristiche del patronato e possono mettere in sinergia i servizi da offrire ai singoli associati che ai satelliti possono rivolgersi sia in maniera autonoma che attraverso il centro, Il satellite resta comunque una struttura che gravita attorno a centro e ad esso legato, come in un sistema planetario.

In conclusione l’ A.Pro .M. deve avere una struttura agile, un leader riconosciuto e visibile, ma anche una agilità strutturale che le possano consentire di poter incidere nella politica interna ed internazionale, migliorare l’immagine del Meridione, incentivare l’arrivo di capitali nel Sud, essere propulsiva rispetto a progetti di innovazione tecnologica, incidere sulle strutture creditizie del Meridione.

Per quanto riguarda la tempistica di attuazione la struttura sferica consente di agire con estrema velocità attraverso una “catena di Sant’ Antonio” nella quale il singolo associato ne trova altri, che a loro volta si fanno promotori di altre adesioni. La struttura ridotta permette riunioni che possono essere effettuate nel tempo libero, magari a cena, per sua natura e per effetto della “catena” è presumibile sia omogenea e che generi organismi omogenei. In un mese. se ogni associato ne fa altri cinque. si arriva ad una massa critica notevole in tempi brevissimi. Questo consentirebbe all’ Associazione di diventare realmente operativa già alla fine dell’estate, con evidenti vantaggi che saranno illustrati in seguito.

 

La politica associativa

L’organizzazione delle strutture sul territorio,’ la pubblicizzazione delle iniziative in rapporto all’ organizzazione.

Le strutture dell’ A.Pro.M. sul territorio, dunque, dovranno avere una dimensione estremamente ridotta, in quanto ad aderenti, anche se dovranno essere estremamente’ ramificate e diffuse. La dimensione delle antenne e/o dei nuclei che le aggregheranno potrà essere decisa solo dopo una prima fase organizzativa nella quale agire in maniera coperta e senza eccessiva pubblicizzazione. Il sistema da utilizzare è quello della “catena di Sant’Antonio”, come detto, nel senso che nella prima fase (visto che esistono già strutture centrali) occorre indire localmente riunioni che siano di promozione alla creazione delle singole antenne. La prima fase deve essere anche ricognitiva, oltre che costitutiva (da attuarsi in un breve lasso di tempo per non diluire nel tempo ogni iniziativa), la prima fase non prevede immediatamente la creazione dell’antenne, ma solo una campagna di adesioni ed un censimento delle persone eventualmente interessate al progetto. All’ inizio della seconda fase, al termine delle 8 settimane preparatorie, le antenne diventano operative.

 

Comunicazione e Associazione

Le politiche informative dell’Associazione in rapporto all’organizzazione. La scelta della tipologia di comunicazione (pluricentrica, monocentrica.. ).

Per quanto già detto, una analisi dettagliata della strategia comunicativa diventa impossibile in mancanza di una decisione primaria che riguarda l’organizzazione dell’ A.Pro.M. Si possono formulare, però, delle ipotesi di comunicazione, rispetto all’organizzazione interna, indipendentemente da quelle che saranno le strutture organizzative e la tempistica della stessa, e dalle decisioni che saranno prese dal vertice dell’ Associazione.

In estrema sintesi questi gli strumenti che si devono avere assolutamente a disposizione.

l. Sito web

2. giornale stampato

3. circuiti radiofonici e televisivi

l – Il sito web dell’Associazione non solo è uno strumento di comunicazione, ma deve diventare il punto di riferimento per tutti gli associati, anche per quanto riguarda i “satelliti”. Il primo canale informativo fra il centro e la periferia deve essere quello delle e-mail che devono diventare la forma primaria di comunicazione da e per il centro. Questo tipo di comunicazione presenta il vantaggio della celerità, del costo estremamente ridotto e della funzionalità, nel senso che una volta creato il dominio non necessita di un eccessivo numero di persone per gli aggiornamenti.

2 – Il giornale stampato è una operazione che presenta vantaggi e svantaggi. In una prima fase si consiglia di ridurre i costi appoggiandosi a strutture esistenti. Il costo può essere attutito (o annullato) realizzando un prodotto che venga finanziato dalla pubblicità. Nella seconda fase occorre avere a disposizione uno strumento proprio, finanziato interamente dalle inserzioni pubblicitarie, che deve avere la tipologia della diffusione interna ed esterna. Per la realizzazione di un “patinato” di informazione e divulgazione occorrono in pratica due – tre persone, una delle quali può essere la stessa che controlla le informazioni sul sito web (dove deve essere immessa anche la rivista, preferibilmente un mensile). La rivista deve avere un numero ampio di collaboratori che devono essere scelti fra i giornalisti impegnati nelle testate che coprono le aree di interesse dell’Associazione in maniera da creare un canale informativo sotterraneo e parallelo. Questo per creare un circuito alla rivista, ma anche per avere, per così dire, appoggi all’interno delle stesse testate. Il costo dell’ operazione deve essere attutito proprio dall’introito pubblicitario, che anzi potrebbe anche essere maggiore di quello che sono i costi di produzione della rivista e quindi essere una forma di finanziamento della Associazione stessa, anche per la preparazione delle assemblee e delle iniziative, nella forma usata attualmente dai partiti che organizzano le feste dei rispettivi giornali.

3 – I circuiti televisivi e radiofonici devono essere messi in sinergia. Il lavoro di preparazione tra le varie emittenti deve essere coordinato. In una determinata fascia oraria deve essere immesso su tutta la rete lo stesso messaggio. II circuito deve funzionare come network per le iniziative della seconda fase. Anche in questo caso l’iniziativa può essere finanziata da eventuali introiti pubblicitari. E’ evidente che questo tipo di informazione è la migliore a cominciare dalla fine della seconda fase e sarà fondamentale nella terza, quando, avviata l’ A.Pro.M., si tratterà di suggerire, consigliare, condurre, promuovere. Dalla struttura attuale si deduce che esistono ottime potenzialità nel settore, per cui questo punto (anche perché è una delle forme da sfruttare in fasi successive a quella organizzativa) va analizzato in una momento successivo.

Quello che è invece importante – indipendentemente da quanto su riportato – è la scelta di base da compiere sulla forma da far assumere all’informazione. Il sistema della diffusione dei concetti di base dell’ A.Pro.M. può essere monocentrica o policentrica. La struttura monocentrica (consigliata) significa che viene riservata all’organizzazione centrale della struttura la decisione sulla tipologia e il controllo dei sistemi informativi. La struttura informativa dovrà anche avere delle capacità aggressive, nel senso che dovrà essere in grado di fornire notizie, informazioni, dovrà essere propulsiva nei confronti degli strumenti di comunicazione esterni alI’ A.Pro.M. Per essere chiari: dovrà individuare dei temi e delle questioni che portare all’attenzione dell’opinione pubblica, dando a questi temi o queste questioni una forma immediatamente fruibile dai mezzi di comunicazione di massa, sia essi nazionali che locali.

La struttura policentrica, invece, prevede che l’informazione Sia gestita perifericamente (o da più soggetti), mentre al centro tocca solo il compito di indirizzo delle informazioni. Per fare un esempio, il centro decide le tematiche da sviluppare e i centri li sviluppano. Ha indubbi vantaggi, ma anche molti svantaggi, fra cui quello che fra centro e periferia possano crearsi delle distonie. Una sorta di effetto poli centrico si può avere anche con il sistema monocentrico. Nel senso che attuando una struttura poliforme (mantenendo al centro la gestione dell’informazione) si può avere un effetto eco (ad esempio avendo collaboratori alla rivista che sono redattori di testate locali o nazionali, i temi della stessa è facile che tracimino, lo stesso può avvenire con le trasmissioni tv, nel senso che i collaboratori delle rivista hanno interesse a che i temi trattati in Tv possano avere spazio sui giornali).

E’ evidente che nessuna struttura organizzativa “politica” può essere attuata se la fase informativa non va progettata. II progetto deve essere sincrono, altrimenti il gruppo di pressione culturale è come un baldanzoso esercito senza armi. Inoltre deve avere strumenti propri di comunicazione, sia in rapporto agli aderenti che con l’esterno.

Ipotesi di lavoro

Ipotesi di lavoro per la creazione delle organizzazioni decentrate. Sintesi dell’organizzazione per la crescita dell’Associazione, metodologie di lavoro.

Per organizzare una struttura dinamica e propulsiva occorre attuare procedure ed iniziative diverse che qui di seguito vengono sintetizzate e che devono essere sviluppate separatamente.

Incontri nelle aree con singoli possibili aderenti, campagna di proselitismo, creazione dei nuclei di base.

Aggregazione dei nuclei, a seconda della tipologia degli aderenti, oppure della loro dislocazione territoriale.

Acquisizione di documentazione sui problemi segnalati dagli aderenti, sulle questioni da risolvere, sulle esigenze dei singoli soci, censimento delle necessità di consulenza che potrebbero essere assolte dalle strutture satellitari.

Acquisizione dei dati di cui al punto precedente, sviluppo di dossier, estesi e sintetici sulle tematiche messe in rilievo da soci e simpatizzanti.

Inizio della seconda fase, iniziative nelle zone dove sono stati costituiti i nuclei, ravvicinate le une alle altre, con tema unico il Sud e con denunce di carenze, di problemi, presentazione dei dossier alla stampa locale, incontri coi rappresentati politici per ottenere interventi. .. chiusura dell’ iniziativa con una assemblea in un luogo emblematico del Meridione.

Terza fase, comunicazione ravvicinata alle antenne dell’ operatività delle strutture di supporto (può anche essere anticipata alla prima fase). Comunicazione dei progetti in cantiere, assistenza di qualunque tipo agli aderenti.

Preparazione di una o più iniziative di grande respiro (per semplificare una o più Cernobio del Sud) con tematiche diverse (agricoltura, turismo, industrie, ambiente …. ).

Quarta fase, consolidamento. Si attua attraverso iniziative dilazionate nel tempo che mantengano viva l’attenzione sull’ Associazione.

Per l’Associazione è fondamentale ottenere in tempi brevi i seguenti obiettivi;

Riconoscimento del ruolo “politico” dell’Associazione e del suo peso nel Paese.

Riconoscimento generale che l’Associazione è un punto di riferimento per tutti gli associati per qualsiasi esigenza, all’ interno; riconoscimento della sua capacità progettuale e di incidere nei processi politici e nelle scelte per gli investimenti, all’esterno.

La prima fase, quella organizzativa, si deve svolgere seguendo, di massima, queste modalità:

Preparazione di un elenco di tutti i potenziali soci, riunioni a cura dei componenti del direttivo degli incontri con gli stessi, censimento degli associati e dei nuclei che possono contribuire a costituire.

Riunioni locali con rappresentanti del direttivo per costituire i nuclei locali, individuare i referenti, costituire la rete di base. In questa fase non deve apparire il Presidente dell’Associazione, il lavoro deve essere svolto da sherpa e/o da componenti del direttivo.

La seconda fase deve svolgersi in maniera compatta, in un lasso di tempo non più lungo di una settimana, con iniziative decentrate, sul territorio, in cui compare la figura del presidente leader. Questa serie di iniziative (slogan consigliato “la settimana per il Sud”, con sottotitoli specifici a seconda delle località in cui si svolge, turismo, beni culturali, industria, credito, eccetera) deve tenersi in luoghi emblematici (Castello di Trani in Puglia, Monreale in Sicilia, per esempio) che costituiscono di per sè un richiamo peri media, per persone interessate e per gli associati. La seconda fase deve avere i seguenti obiettivi:

l. Lanciare definitivamente l’Associazione, il quadro dirigente della stessa, il presidente leader ed i membri del direttivo, sia come punto di riferimento che come quadro propulsivo;

2. Ottenere il riconoscimento politico chiedendo di essere ascoltata in preparazione della finanziaria da Governo e/o dalle commissioni bilancio della Camera e del Senato prima della discussione del documento. Fare proprie osservazioni sul documento producendo proposte concrete per lo sviluppo del Meridione, operare in modo che siano presentati emendamenti proposti dall’Associazione.

Questa seconda fase deve essere accompagnata da una campagna mediatica. Se nella prima fase è stata sviluppata la politica del network, attraverso lo stesso occorre mettere in rete un talkshow nel quale il presidente ed i componenti del direttivo presentino le proprie proposte, magari confrontandosi con politici e/o sindacalisti e parlamentari. In questa maniera, anche in assenza del riconoscimento di cui al punto 2 sopra riportato, l’Associazione avrà un riconoscimento formale e sostanziale del proprio ruolo. Nel caso venisse accettata come parte da ascoltare sul documento finanziario questa “campagna d’autunno” darebbe maggiore forza a quella che sono le proposte dell’ Associazione.

La terza fase, quella del consolidamento, deve essere attuata attraverso la pubblicizzazione delle iniziative, dei temi, attraverso la individuazione dicasi emblematici da denunciare, di situazioni, invece, positive da mettere in risalto. Questa fase richiede la presenza del presidente e dei membri del direttivo e deve essere attuata non solo coi mezzi di comunicazione presenti sul territorio, ma anche attraverso un talkshow da mettere sulla rete. In questa fase deve essere prodotta anche una newsletter per gli operatori dell’informazione esterni all’Associazione da inviare periodicamente per dare loro spunti per articoli. Questa informazione deve basarsi su inchieste da effettuare attraverso “sherpa” da utilizzare a seconda dei casi. Se si ha a disposizione il network occorre anche pensare a mettere in rete un programma di informazione giornalistico attraverso il quale fare pressione e dare risalto a quelle che sono le condizioni del meridione, i casi emblematici.

Per quanto riguarda l’organizzazione dei sistemi di comunicazione si rimanda ad una specifica relazione, come ad una specifica relazione si rimanda per quanto riguarda i temi della organizzazione delle riunioni della seconda fase, qui occorre solo fare cenno al fatto che il sistema di comunicazione e quello organizzativo devono marciare di pari passo, per ottenere un risultato che sia quello che si propone l’ A.Pro.M.

 

Scheda di sintesi

In sintesi si consiglia di strutturare l’Associazione in maniera sferica, come descritto in precedenza, di adottare come struttura di base l’ “antenna” e di organizzare un sistema sferico di relazioni fra base e vertice. I tempi di attuazione della prima fase devono essere brevissimi, come quelli della seconda. Questo per evitare che possano esserci clonazioni dell’iniziativa e fattori di dispersione.

Per quanto riguarda i media occorre, appena decisa struttura e organizzazione, organizzare l’ufficio di comunicazione. Non si può pensare ad una struttura di pressione se non ha strumenti di comunicazione efficienti e capaci di incidere.

Per quanto riguarda la struttura burocratica occorre che accanto ad un ridotto numero di personale amministrativo siano individuati degli sherpa gradi di contribuire al lancio e al consolidamento dell’iniziativa, la creazione delle strutture di supporto, organizzare il censimento delle necessità espresse dai soci.

Occorre arrivare ad una svolta entro la fine di settembre. Questo, sia per sfruttare l’ultima parte della legislatura nazionale e, soprattutto, per eludere la “zona calda” della scelta delle candidature. Se si attuano i tempi indicati, 1’Associazione può diventare promotrice di iniziative per questa tornata elettorale ed aumenterà il suo peso in quanto sarà ricercata per avere appoggi, dando così la possibilità di essere “bipartisan” e ciò non può che accrescere il prestigio e la valenza politica dei soci e dell’ Associazione stessa.

E’ necessario preparare un piano finanziario dell’Associazione, che specie nella prima e seconda fase ha necessità di avere una massa finanziaria a disposizione per poter preparare la terza. In questa fase, come detto, il rastrellamento dei fondi necessari al funzionamento dell’Associazione e delle sue strutture può e deve essere legato oltre che dagli introiti derivante dalla sottoscrizione dei soci, dalla già citata pubblicità. La creazione di una massa di fluidità economica nella prima fase è necessaria anche per dare spessore ai satelliti di supporto e a qualsiasi iniziativa. E per preparare la settimana di attacco.

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